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made in Italy |
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| Produced by |
Model |
description |
Year, Lense |
Picture |
| FACT |
Autocinephot |
L'azienda torinese F.A.C.T. del Cavaliere Giuseppe Giovanni Battista Tartara (Torino) mette in produzione e commercializza alla fine della Grande Guerra una cinepresa 35mm battezzata con il nome Autocinephot. Il film può essere avanzato manualmente o per mezzo di un motore a molla accessorio e l'apparecchio può essere utilizzato anche come fotocamera per riprese di formato 18x24mm singole o per riprese fotografiche in sequenza. Con l'aggiunta di una lampada lo stesso apparecchio può essere utilizzato anche come proiettore cinematografico o fotografico, come apparecchio per la stampa per contatto e come ingranditore. Equipaggiata con un obiettivo Koristka Aether 45mm f/3.5 e con un otturatore a croce di Malta la Autocinephot permette l'esecuzione di 160 fotogrammi e viene costruita in poco più di un centinaio di esemplari, con numeri di serie fra 1500 e 1650 circa. Modificata la Autocinephot viene presentata alla fiera di Milano del 1920 con il nome “Apparecchio Foto Cine Automatico Sept”. Il brevetto della Sept viene ceduto all'industriale francese André Debrie che la modifica nell'estetica producendola con il nome Sept fra il 1923 ed il 1927 ed equipaggiandola con obiettivi di produzione francese. |
1918, |
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| Micromeccanica (Milano) |
Fotomicro |
La società Micromeccanica di Milano costruisce alla fine degli anni Venti una fotocamera dalla forma squadrata molto simile alla fotocamera francese "Le Pascal" del 1898, la prima tra le fotocamere con il trascinamento del film per mezzo di un motore a molla. La fotocamera della Micromeccanica, nata probabilmente per riprese aereofotogrammetriche, utilizza una chiave di carica del film posta sul tettuccio, un semplice mirino ottico ribaltabile, un otturatore semplice a tre velocità (1/25 1/50 1/100) oltre alla posa B e monta un obiettivo a fuoco fisso diaframmabile fra f/8 e f/25. Utilizza la pellicola 35mm in caricatori speciali con una autonomia di 50 scatti |
a fuoco fisso f/8 |
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| FAF (Venezia) |
ACIES |
Nel 1947 la piccola fabbrica veneziana FAF costruisce una semplice fotocamera 35mm caratterizzata da un corpo macchina dalla forma squadrata con un semplice mirino ottico incorporato nel carter superiore. L'obiettivo è un semplice Anastigmatico Elinar 50mm f/4.5 svitabile montato su un otturatore a quattro velocità (1/20 1/50 1/100 1/150). La fotocamera viene battezzata Acies e permette l'impiego del formato 24x36mm ma anche del mezzo formato 18x24 per mezzo di un semplice commutatore. I modelli successivi della Acies del 1948 e del 1949 non prevedono invece la possibilità di commutazione del formato. Le fotocamere Acies erano commercializzate in esclusiva dalla ditta veneziana Giorgio Moretti. |
Anastigmatico Elinar 50mm f/4.5 |
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| C.O.M.I (Roma) |
Luxia |
Made by C.O.M.I, which stands for Costruzioni Ottico Meccaniche Italia Rome. Description: Small 35mm half frame camera for 20 exposures 18x24mm. Delmark f2.9/27mm lens, between the lens shutter with speeds 1/25- 1/250. Chrome, black leather, in makers leather ever ready case and lens cap.
Nel dopoguerra la piccola società Costruzioni Ottico Meccaniche Italiane (C.O.M.I.) di Roma, con sede amministrativa in Via Carnia, sceglie di costruire delle fotocamere per il film da 35mm. Al contrario di altre industrie romane come la Gamma e la Rectaflex, ma in sintonia con altre industrie come la bolognese Ducati, la C.O.M.I. sceglie di utilizzare il film da 35mm per il mezzo formato 18x24mm. Diversamente dalla Ducati che attorno alle sue Sogno di formato 18x24mm costruisce un vero sistema fotografico con obiettivi intercambiabili e numerosi accessori per la ripresa e per il trattamento del negativo, la società C.O.M.I. più modestamente sceglie di costruire una piccola fotocamera dotata di un mirino ottico semplice, di un obiettivo non intercambiabile e di un otturatore con una gamma limitata di velocità. Ma la C.O.M.I. non rinuncia invece a rifinire le sue fotocamere in maniera particolare, con il rivestimento in pelle di lucertola disponibile in diversi colori e con la cromatura o la doratura delle parti metalliche, confezionando il tutto in una elegante cofanetto rivestito di raso rosso. La piccola fotocamera di mezzo formato della C.O.M.I. viene battezzata con il nome Luxia e viene presentata come un piccolo oggetto prezioso dalle caratteristiche accattivanti che vanno oltre le semplici prestazioni tecniche. Il prezzo di listino della Luxia con finiture cromate è all'epoca di 25.000 lire mentre il prezzo con finiture dorate è di 30.000 lire. Alla stessa epoca il prezzo della Ducati è di 58.000 lire ed il prezzo di un rullino è di 320 lire. La Luxia è sagomata come una tradizionale fotocamera da 35mm ma è decisamente più piccola, con una lunghezza di poco superiore agli otto centimetri, una altezza massima di cinque centimetri, uno spessore di appena due centimetri ed un peso di soli centocinquanta grammi. L'obiettivo è posto in posizione centrale mentre il mirino è decentrato sulla sinistra ed è incorporato in uno scalino sagomato appena più alto del resto del tettuccio. La finestra anteriore del mirino non ha lo sviluppo verticale tipico delle fotocamere di mezzo formato ed è invece orizzontale, ma una maschera interna mostra il taglio verticale dell'inquadratura tenendo la fotocamera orizzontale. La Luxia ha il corpo squadrato con gli angoli smussati, non ha gli anelli per la cinghiettta e può essere commercializzata in un cofanetto, in un astuccio verticale in pelle o con la borsa pronto completa di cinghiette per la tracolla. Il nome Luxia viene inciso sul tettuccio al di sopra del mirino e sul coperchio in metallo dell'obiettivo, ma viene inciso con caratteri diversi molto allungati anche sul frontale al di sopra della sigla C.O.M.I. La Luxia viene presentata nel 1949 ma viene quasi immediatamente sostituita dal modello siglato Luxia II, una fotocamera che è del tutto identica alla precedente salvo alcuni piccoli particolari. L'obiettivo della Luxia è un Delmak da 27mm di focale, leggermente grandangolare, che copre un angolo di circa sessanta gradi e mette a fuoco da settanta centimetri fino all'infinito su scala metrica. L'obiettivo è costituito da quattro lenti, azzurrate su tutte le superfici, ha la luminosità f/2.7 e chiude fino a f/16. L'otturatore offre quattro velocità, 1/25 1/50 1/100 e 1/250 oltre alla posa P ed è comandato da una levetta posta sul frontale. Sul tettuccio oltre al pulsante di scatto si trovano il disco per l'avanzamento del film ed il contapose. Sul fondello oltre all'innesto a vite per lo stativo si trova una originale e complessa scala per l'indicazione della profondità di campo con i diversi diaframmi. Il fondello della Luxia è completamente amovibile ed anche il dorso è completamente amovibile per il caricamento. La Luxia utilizza dei caricatori 35mm speciali per trentasei pose. I caricatori della Luxia sono molto simili a quelli delle Ducati, ma non sono compatibili con questi ultimi. Con il passaggio del film da caricatore a caricatore le Luxia offrono la possibilità di tagliare il film parzialmente esposto. |
1949, Delmak 2.9/27 |
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| C.O.M.I |
Luxia II |
La Luxia rimane in produzione solamente per tre anni ed il suo scarso successo commerciale sembra essere causato proprio dalla concorrenza delle Ducati, tecnicamente molto superiori, ma anche dalla impossibilità di impiegare gli stessi caricatori della Ducati. All'epoca nessun negoziante voleva tenere una scorta di pellicole eccessivamente articolata e limitava i suoi acquisti ai tipi di caricatori universali o a quelli più diffusi. Alla sospensione della produzione delle piccole fotocamere fa immediatamente seguito la chiusura della stessa società C.O.M.I. che non riesce a ripiegare su nessuna altra produzione di tipo diverso. Sul mercato del collezionismo oggi la Luxia è una piccola fotocamera molto apprezzata e raggiunge dei prezzi che si aggirano attorno ed al di sopra dei mille Euro, con variazioni notevoli a seconda della finitura delle parti metalliche, cromate o dorate, ed a seconda del colore del rivestimento originale. La massima velocità viene portata a 1/250 di secondo nel modello Luxia II. |
1952, Delmak 2.9/27 |
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| C.O.M.I |
Luxia II Gold |
La Luxia II gold viene proposta come un oggetto raffinato e prezioso e viene offerta in un astuccio rivestito di raso, oltre che nella normale borsa pronto. La finitura della Luxia II è dorata, ed il rivestimento può essere nero o di diversi colori. |
1952, Delmak 2.9/27 |
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| DUCATI |
Sogno |
Interchangable lenses, focal plane shutter.
La Società Scientifica Radio Brevetti Ducati viene fondata nel 1926 dai tre fratelli Adriano, Bruno e Marcello Ducati. In particolare l'attività della ditta si indirizza verso la costruzione di condensatori fissi e variabili, ma l'interesse della ditta si estende alle antenne radio, ai trasformatori, agli altoparlanti ed agli apparecchi radio per usi civili e militari. Adriano Ducati, radioamatore esperto, è il tecnico, Bruno Ducati è l'amministratore e Marcello Ducati è l'artista che progetta il disegno degli apparecchi Ducati. Mentre gli impianti produttivi sono ubicati a Borgo Panigale nei pressi di Bologna gli uffici commerciali e la sede amministrativa vengono portati a Milano. Fino dal 1938 la società Ducati apre una divisione ottica diretta dal prof. Ronchi dell'Istituto di Ottica di Firenze. Nell'ottobre del 1944 la sede di Bologna viene completamente distrutta dai bombardamenti anglo americani, ma la produzione prosegue in alcune località segrete decentrate. Nel dopoguerra la società Ducati può quindi proporre una vasta gamma di nuovi prodotti, comprese le piccole fotocamere Ducati Sogno di formato 18x24mm su pellicola da 35mm in caricatori speciali, ricaricabili, da quindici pose. Pubblicizzate fino dalla fine del 1946 e messe in commercio subito dopo le fotocamere Ducati Sogno sono fra le più interessanti fotocamere di mezzo formato mai realizzate. Le fotocamere Ducati Sogno sono estremamente compatte e tecnicamente molto valide, imitano alcune delle caratteristiche delle Leica ma hanno forma e prestazioni originali. Lunga dieci centimetri, alta cinque centimetri e mezzo e massiccia tre centimetri la fotocamera Ducati offre prestazioni di alta precisione meccanica ed ottica. L'otturatore sul piano focale offre cinque velocità di otturazione, 1/20 1/50 1/100 1/200 e 1/500 di secondo oltre alla posa B e lascia interamente scoperto il fotogramma anche alla massima velocità di otturazione. Il pulsante di scatto è sul frontale, il mirino ottico verticale è affiancato da un telemetro non accoppiato a base ridotta, i comandi principali costituiti da due rotelle per la carica, l'avanzamento ed il ribobinamento del film sono sul tettuccio ed il dorso solidale con il fondello è completamente amovibile. La sigla della fotocamera, incisa sul frontale, è OR 6401.1. L'obiettivo standard della Ducati Sogno è un Vitor 35mm f/3.5 in montatura rientrante completamente intercambiabile con un innesto a baionetta rapida. Come alternativa vengono offerti un obiettivo più luminoso Nitor 35mm f/2.8, due grandangolari Dugon 16mm f/6.3 ed Argon 28mm f/4 e due teleobiettivi Lator 60mm f/2.8 e Teletor 120mm f/5.6. Per l'impiego dei teleobiettivi vengono offerti anche i relativi mirini ottici aggiuntivi, mentre per l'impiego dei grandangolari vengono offerti dei mirini a cornici. L'obiettivo più luminoso del corredo Ducati è un Eltor 40mm f/2 e viene annunciato anche un Luxtor 40mm f/1.5 che non sembra essere mai stato messo in produzione. Per le riprese ravvicinate viene offerto un corredo di lenti addizionali Vicino per le distanze di 80cm, 45cm, 30cm e 23cm, e vengono offerti molti altri accessori come i filtri colorati, i paraluce, le cassette reflex per le riprese al microscopio, le bobinatrici speciali, i proiettori per diapositive e gli ingranditori. Il successo delle fotocamere Ducati è tale che la società Ferrania inizia a commercializzare le proprie pellicole 35mm già pronte in caricatori tipo Ducati. Nei primi anni Cinquanta la società Ducati viene osteggiata e boicottata per essere stata in qualche maniera vicina al passato regime fascista. Le attività della Ducati vengono scorporate ed il settore ottico e fotografico viene separato dal resto dell'azienda. I progetti per le nuove versioni della Sogno con velocità di otturazione più estese e più alte (Ducati Sport) vengono accantonati e la produzione delle Sogno si arresta nel 1952 dopo la realizzazione di poco più di diecimila esemplari. Poco prima della chiusura del settore fotografico viene messa in produzione la fotocamera semplificata Ducati Simplex, priva di telemetro, con un otturatore dalle prestazioni ridimensionate e corredata con un obiettivo non intercambiabile.
Classic Camera n. 8 – Storia delle Ducati
Classic Camera n. 35 – Gli obiettivi delle Ducati
CODICI DI PRODUZIONE FOTOCAMERE E ACCESSORI DUCATI
Microcamera Ducati Sogno OR 6401.1
Microcamera Ducati Sport OR 6403 (prototipo)
Microcamera Ducati Simplex OR 6404.1
Obiettivo Vitor 35mm f/3.5 OD 6401.1
Obiettivo Vitor (Nitor) 35mm f/2.8 OD 6401.2
Obiettivo Argon 28mm f/4 OD 6406.2
Obiettivo Dugon 19mm f/6.3 OD 6409.1
Obiettivo Eltor 40mm f/2 OD 6404.1
Obiettivo Luxtor 40mm f/1.5 OD 6405.1
Obiettivo Lator 60mm f/2.8 OD 6403.1
Obiettivo Teletor 120mm f/5.6 OD 6408.2
Lenti addizionali Vicino OD 4401
Maschera per lenti Vicino OD 2401
Mirino per focali 40mm 60mm 120mm OR 2404.2
Mirino per focali 28mm e 19mm OR 2403.1
Filtri colorati OF 2401
Paraluce OI 3402 |
1950, Vitor 3.5/35 |
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| DUCATI |
Simplex |
Ducati opened an optics department in 1939, and had plans to market their first camera in 1941. But, due to the war and the military need, the official production and delivery to the public started in 1946. Simplex production began in 1950. So the Simplex qualifies as an early half-frame which helped move the half-frame format to a new level. The Simplex was the simpler of the two half-frame cameras made by Ducati. Its big brother -- the Sogno -- had many more features. The Simplex came with a collapsing, non-interchangeable, focusing 35mm (f3.5) lens. It had a simple viewfinder, unlike the Sogno's rangefinder. Speeds of B, 1/25 - 1/250. It was a manual camera with no meter and used special cassettes. Obviously, the designer was left-handed! |
1950, Etar 3.5/35 |
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| Bencini |
Comet Rapid |
An all metallic white little camera, half format on Agfa Rapid Cassette.
Fotocamera metallica per il formato 18x24mm su caricatori Agfa Rapid. |
Comet 38mm |
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Bencini |
PERSONAL REPORTER |
An all plastic and colured little camera, made in last Bencini years before factory close.
Formato 18x24mm su caricatori standard. Obiettivo Comet 39mm f/8, otturatore con velocità unica 1/100. Leva di carica rapida, manovella di riavvolgimento, staffa con contatto diretto, dorso rimovibile. |
Comet 38mm |
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made in China |
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| Argus |
Dual-35 HFM |
Has the capability of taking half frame or full frame pictures switching between the two on a single roll of film by a lever. Albada frames in finder, Program, free-focus, motor drive, built in flash, this is a simply but efficient dual format camera. |
Freefocus 3.5/38 |
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