Quarantennale

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Chi c'era : Enzo Calabresi, Alfredo Lombardi, Gianluca Miceli, Gianni Ramezzana, Pietro Notarnicola, Marcello Bernard, Saverio Boncompagni, Francesco Zambelli, Sergio Massa, Tiziano Piazza, Maurizio Gessa, Massimo De Giacinto, Massimo Bertacchi, Sergio Moriani, Roberto Ruggiero.
S'è intravisto per pochi minuti : Paolo Gonnella Pacchiotti

Ciampi consegna il Tricolore alla Scuola Militare Navale Morosini

Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi in occasione dei 40 anni del Scuola Militare Navale Morosini ha consegnato, nel corso di una cerimonia ufficiale in Piazza san Marco, la bandiera Italiana nelle mani del comandante della scuola c.v. Giorgio Guiduzzi. Il Capo dello Stato è stato accolto tra le colonne di Marco e Todaro (l'ideale "porta di Venezia") dal sindaco Paolo Costa, dal ministro della Difesa Antonio Martino, dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, gen. Rolando Mosca Moschini, dal Capo di Stato Maggiore della Marina, amm. sq. Marcello De Donno, dal Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri, gen. Guido Bellini, e dal Comandante Generale della Guardia di Finanza, gen. c.a. Alberto Zignani, e da numerosi ufficiali generali delle Forze Armate. Il Presidente Ciampi e la moglie, signora Franca, sono stati salutati da migliaia di cittadini che sventolavano il vessillo ufficiale dalla Marina Italiana, il Tricolore arricchito dagli stemmi delle quattro antiche Repubbliche Marinare (Venezia, Pisa, Amalfi, Genova). Momento centrale della cerimonia è stato il giuramento di 159 allievi della Scuola Militare seguito dall'Inno di Mameli e dagli interventi ufficiali.



Testo dell'intervento di saluto del Presidente dell'Associazione Nazionale Allievi Scuola Navale Morosini. Avv. Francesco Caroleo Grimaldi, in occasione della Cerimonia del 4/5/02.

Signor Presidente della Repubblica! Autorità, Gentili e illustri Ospiti, cari Allievi! A nome dell'Associazione Morosini, desidero prima di tutto rivolgere il mio saluto, grato e devoto, al Capo dello Stato, che ha ritenuto accogliere il nostro invito, onorandoci della Sua presenza in questo straordinario evento. Vorrei dire che non solo per l'altissimo rango istituzionale che Ella riveste, Signor Presidente , mi resi a suo tempo interprete di questo auspicio della nostra Associazione, ma anche e soprattutto per il richiamo, forte e convinto, che Ella ha sempre rivolto al rispetto di quei valori di Patria, di unità nazionale, di strenua difesa delle tradizioni, che costituiscono il riferimento ideale della Scuola Navale Morosini, e di chi si è onorato di averne indossato la Divisa. Siamo accorsi qui, Signor Presidente, da ogni parte d'Italia e non solo; da diverse città, con diverse storie personali, con diversi accenti, con diversi dati anagrafici: tutti accomunati da uno stesso identico desiderio: testimoniare, con la nostra presenza, l'orgoglio di essere italiani e la fierezza di essere Allievi del Morosini. E' un grande giorno, questo che stiamo vivendo: il primo Giuramento e la consegna della Bandiera- , che l'Associazione si è onorata donare alla Scuola, a guisa di passaggio di consegne ideale, fra gli Allievi del Collegio di ieri, e quelli della Scuola Navale , di oggi e di domani. In realtà, quella Bandiera è sempre stata presente in noi stessi, e questo Giuramento è quotidianamente riproposto alle nostre coscienze, di uomini, di italiani, di marinai. Quando entrammo in Collegio, la scommessa di vita su cui puntammo era, al tempo stesso, audace e ambiziosa. Non era facile, così giovani come eravamo, lasciare le nostre case, gli affetti familiari, gli amici, le radici più autentiche, per una vita rigorosamente impostata alla disciplina militare. Non era facile allora, non lo è neppure adesso, per questi ragazzi meravigliosi, che oggi sposano una Fede e impegnano le loro coscienze. Siamo qui a rivendicare tutti, a distanza di anni, la convinzione per quella scelta di vita, che ci vide entrare in Collegio da ragazzi, e che ci ha visto uscirne da uomini. Uomini speciali: liberi, forti, sicuri delle ragioni ideali di quei tre anni vissuti a Venezia, città che oggi ci ospita e che è stata e per noi sarà patrimonio prezioso del nostro cuore. Sento il dovere, intimo e profondo, di ringraziare la Marina Militare Italiana, oggi rappresentata dal suo Capo di Stato Maggiore, che saluto con deferenza e gratitudine, per l'opera portata avanti nel difficile compito formativo, che col Morosini si è assunta. Se oggi siamo qui, in tanti, e con tanto entusiasmo e convinzione, è perché la Marina Militare ha saputo interpretare quel compito con straordinario impegno e altissima responsabilità morale, insegnandoci- attraverso l'esempio degli Ufficiali e dei Sottufficiali a noi destinati- il rispetto, ma vorrei dire il culto, di quei Valori , che oggi ci sforziamo di infondere alle giovani generazioni. Questi valori sono gli stessi che ispirarono ieri gli Allievi dei Collegi Navali di Brindisi e Venezia, gli stessi che ispirano oggi la Scuola Militare Nunziatella di Napoli, con noi gemellata, e la Scuola Militare Teuliè di Milano . Gli stessi che sono incarnati dal nostro Presidente Onorario, Ammiraglio Oriana, al quale rivolgo un saluto particolarmente grato e devoto. Un "grazie", sentito, a quei genitori, mamme e papà, che hanno sofferto per tre anni il sacrificio della lontananza dei loro figli, privilegiando la fiducia in questa Scuola e vedendo in essa un bene pieno , prioritario e irrinunciabile. "Grazie" ai fondatori di questa nostra Associazione degli Allievi, che venti anni fa compresero quanto fosse necessario non disperdere il legame forte e costante, che avevamo condiviso negli anni più importanti delle nostra giovinezza. "Grazie" ai nostri insegnanti, per quel tanto di più che ci hanno saputo dare, in termini di conforto umano e di sprone all'essere migliori. Con Lei, Comandante Guiduzzi, con Voi, Ufficiali e Sottufficiali, con Voi Insegnanti e con tutto il personale militare e civile della Scuola, dico "grazie" a quanti ci conobbero da Allievi e che oggi sono qui con noi. E "grazie" anche e soprattutto a chi, fra quegli uomini di mare, fra quei Professori, fra quei genitori, non può oggi partecipare della nostra gioia, e ai quali vogliamo dedicare questo nostro grande momento. Sappiate, e sappiano, che non li dimenticheremo, e che daremo il meglio di noi stessi per non tradire quell'impegno, che oggi leggiamo negli occhi di questi ragazzi. Abbiamo imparato a vivere anche nelle difficoltà di ogni giorno; a stringere i denti nelle prove difficili; ad essere leali e generosi. Abbiamo imparato a credere nella Giustizia, nell'Onore, nel Dovere. Abbiamo imparato ad amare la Patria, Madre comune, cemento di terra e di sangue, riferimento e approdo, memoria del passato e storia del domani. Ci hanno insegnato a guardare in alto, per scorgere nelle stelle la rotta da seguire. Ci hanno insegnato a misurarci con noi stessi, a vivere nel nostro tempo, a batterci per ciò che è giusto. Allievi del Morosini ieri e oggi, per esserlo sempre, per non dismettere una Divisa che è prima di tutto "Patria e Onore", orgoglio di appartenenza e richiamo costante al nostro spirito di uomini di mare. E in Suo onore, Signor Presidente, lancerò ora il grido che accompagna da sempre gli Allievi del Morosini : il "Pale a prora !". E' il grido che precede la regata, quando il timoniere avverte i vogatori che la sfida va ad iniziare. E' quello il momento in cui si chiamano a raccolta tutte le proprie forze, si serrano i denti, si trattiene il respiro, si tendono le braccia. E' il grido che per noi ha rappresentato l'inizio e la fine di ogni gara. Il saluto al Corso che partiva, e a quello che faceva ingresso. La gioia, alla vigilia di una licenza, e l'abbraccio ai compagni di Collegio al comune rientro. La consapevolezza che la vittoria non è una eventualità, ma è una scelta: e noi quella scelta l'abbiamo compiuta. Il sapore della vittoria, ma anche la capacità di rialzarsi dopo la sconfitta, e ancora la voglia di una rivincita, sempre pronti ad accettare la sfida, mai impreparati di fronte al destino, forti della nostra identità, fieri del nostro essere del Morosini. E' il grido della nostra giovinezza, dei giorni e delle notti in cui la vita ci appariva un approdo incerto, e guardavamo il mare dalle finestre del Collegio, e bastava chiudere gli occhi per cogliere una speranza, una casa, e infine un sogno. Ci siamo tutti, Morosiniani di ieri e di oggi. E anche chi non è più con noi, è ora qui con noi, in questa Piazza San Marco unica, luminosa, immensa, ed è in silenzio, ma è pronto a gridare con noi e con quanto fiato c'è in petto :
- E per il Morosini: Pale a prora !
- Voga !
- Pale a prora !
- Voga!
- Pale a prora !
- Voga, Voga, Voga ohhhh Issa !